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Dall'università di Tor Vergata (Roma) arrivano
i
pannelli solari a base di "antocianine", i pigmenti che danno il colore rosso o bruno ai frutti di bosco. Le promesse sono quelle di una economicità maggiore dei classici pannelli fotovoltaici basati sul silicio e una maggiore ecologicità.
La maggior parte dei pannelli attualmente in commercio sono su base silicea (silico monocristalino, policristallino e amorfo), hanno un rendimento che permette ti ottenere tra il 14 e 17% di energia elettrica dal totale della luce solare ricevuta, questo per quanto riguarda le applicazioni commerciali.
Uno dei problemi nella loro produzione è il costo elevato in termini di denaro ed energia necessaria per ottenere il materiale siliceo idoneo all'impiego. |

Fonte: Panorama (blog.panorama.it/chescienza) |
I rendimenti sono inferiori al silicio, circa il 10% dei raggi solari che ricevono viene convertita in energia elettrica, si scende al 6.5% per quelli che utilizzano le pellicole polimeriche. |
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Sicuramente però hanno tre vantaggi, sono molto più adattabili, sono molto più ecocompatibili e costano molto meno. |