Sta diventando una filosofia della casa. Piace sempre di più la bio-architettura al friulano in cerca di un tetto che sia al tempo stesso ecologico, anti-sprechi, e soprattutto rispetti gli standard anti-inquinamento e anti-radiazioni (gas radon in testa). Il 55 per cento degli udinesi sta cercando un immobile naturale, anche perché il 'bio' sta diventando sempre più di tendenza, secondo il sondaggio effettuato dalla Casa Ecologica su un campione di 60 mila cittadini. «Questo significa che il friulano sta iniziando a diventare più attento alle tematiche ambientali e della propria salute», afferma l'ambientalista Claudio del Medico Fasano. Insomma, anche in Friuli sta sbarcando, seppure un po' a rilento, la mentalità nordeuropea dove il concetto 'bio' spadroneggia. Nel nostro territorio i numeri emersi dal sondaggio fanno ben sperare: non soltanto il 35 per cento dei proprietari di case è orientato a rendere l'attuale dimora maggiormente in linea con i canoni della bioarchitettura - attraverso l'adozione di materiale e impianti 'eco' - ma addirittura una percentuale notevole di chi vuole comprare la prima casa (circa il 25 per cento) ha già maturato la decisione di buttarsi sul terreno dell'eco-casa.
Certo, mattoni e pietre resistono, ma sta avanzando una dimensione innovativa di casa: prefabbricati in legno, solidi, durevoli, in grado di contenere i prezzi del riscaldamento. Perché piace l'eco-immobile - Se si analizzano le motivazioni che portano oltre la metà dei friulani a innamorarsi del tetto naturale ed eco-compatibile, al primo posto troviamo il fattore anti-inquinamento (70%), nel senso che gli immobili costruiti con materiali naturali non emettono sostanze inquinanti, né all'interno né all'esterno dell'abitazione, seguito dalla voce che riguarda la barriera contro le radiazioni (radon in testa), fattore che fa propendere per la scelta-eco accaparrandosi il favore del 65% degli intervistati. Infine, il 60 per cento è attirato dalla bio-architettura per i bassi costi di manutenzione (si arriva ad abbattere la tariffa del riscaldamento anche del 40 per cento rispetto alle case tradizionali), ex aequo con il prezzo conveniente di acquisto.
«Purtroppo siamo ancora indietro rispetto alla Germania e al nord-Europa - commenta Fasano - anche perché manca una legislazione nazionale che spinga e faccia pressing verso un costruire naturale che fa rima con risparmio energetico; dal punto di vista regionale si dovrebbe fare di più, concedendo maggiori incentivi per chi opta per la soluzione ecologica». Abitazioni intelligenti - A far acquistare punti alla casa ecologica - realizzata completamente in materiali bio che sono superiori ad altri quanto a resistenza, ignifugazione, isolamento (termico e acustico), idrorepellenza - è anche l'intelligenza, nel senso che le abitazioni vengono progettate per rispondere alle esigenze della domotica: a questo serve la collaborazione instaurata con l'architetto Daniele Del Fabro e l'ingegnere friulano Luciano Martinelli. Si tratta di far decollare per la prima volta in Friuli una gestione computerizzata delle case intelligenti, cioè quelle dotate di efficaci sistemi centralizzati e integrati capaci di controllare e regolare le apparecchiature elettriche ed elettroniche della casa anche dall'ufficio e tramite telefono cellulare. Una possibilità quest'ultima che fa crescere l'appeal della bio-casa agli occhi del 70 per cento del campione sotto esame.
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