La causa principale del cambiamento climatico è l'aumento delle emissioni di gas ad effetto serra. Le emissioni causate dall’uomo sono cresciute in modo notevole negli ultimi 30 anni, registrando un aumento del 70 per cento tra il 1970 ed il 2004, secondo le stime del Quarto Rapporto di Valutazione sul Cambiamento Climatico. Il riscaldamento globale ha pesanti ricadute sull’agricoltura, sulle foreste e sulle zone montane che sono particolarmente sensibili.
Regrediscono i ghiacciai
In Bhutan, per esempio, i ghiacciai stanno regredendo ad una media di 20-30 metri all’anno, con effetti devastanti a valle a causa delle inondazioni che provocano con il loro carico di perdita di vite umane... Nelle Ande peruviane è completamente scomparsa la calotta glaciale, una volta conosciuta come “il leone dormiente”, e questo ha causato il prosciugamento parziale o totale dei canali idrografici, con conseguenze sull’irrigazione, sulla produzione di elettricità e sulle attività minerarie future.
L’aumento delle temperature, come conseguenza del cambiamento climatico, può anche ripercuotersi sulla salute umana ed animale: è infatti probabile che la malaria continui a spostarsi verso maggiori altitudini, come già è successo sulle catene montuose dell’Africa orientale e sulle Ande. Per gli animali selvatici, un clima più caldo può voler dire l’estinzione, per la scomparsa del loro habitat naturale.
Il ruolo della FAO
Sinora si è cercato di adattarsi ai cambiamenti indotti dal clima mediante misure tecnologiche, per esempio evitare lo scoppio dei laghi glaciali sull’Himalaya, o di salvaguardia contro l’instabilità dei versanti montani dovuta alla decomposizione del permafrost nell’Europa settentrionale. Le stazioni montane di sport invernali in Europa ed in Nord America hanno iniziato a diversificare i propri servizi per compensare la perdita di turismo invernale causata dalla mancanza di neve.
La FAO sta lavorando con i governi alla gestione dei bacini idrografici e alla revisione dei piani di utilizzazione del suolo e di azzonamento territoriale sia per le aree montane che di pianura poiché è assai probabile che alluvioni, frane e slavine diventino più frequenti e gravi e colpiscano aree sinora considerate sicure.
In Bhutan, è stata istituita una Commissione Nazionale per il cambiamento climatico per individuare zone sicure e non per l’insediamento umano in aree che potrebbero potenzialmente essere colpite da inondazioni. Le popolazioni delle aree rurali, ad esempio, sono state munite di radio trasmittenti come strumento per dare l'allarme precoce.
Servono maggiori dati
Occorrono maggiori dati e cognizioni a livello regionale e locale sull’impatto del cambiamento climatico e della variabilità meteorologica sulle comunità montane e sulle alternative di adattamento.
“La FAO ha un ruolo cruciale nel dare risposte alle gravi sfide con le quali devono confrontarsi le comunità montane nei paesi in via di sviluppo, che spesso sono anche i settori più poveri e con la maggiore percentuale di insicurezza alimentare”, ha detto Alemneh Dejene, esperto senior del servizio FAO di Valutazione e Gestione Ambientale.
Di questi temi e di tutte le altre questioni relative al cambiamento climatico si discuterà alla Conferenza ad alto livello su "La sicurezza alimentare mondiale e le sfide poste dal cambiamento climatico e dalla bioenergia” che si terrà presso la FAO dal 3 al 5 giugno 2008.
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