Cambiamenti del clima, allarme per un inverno al freddo e al buio, paventate crisi nelle forniture di gas: a Pordenone nasce un "pool" di esperti in energie alternative che ha sede al Consorzio universitario e che si pone l'obiettivo di diffondere la cultura delle energie "pulite" e del risparmio energetico. Anche attraverso la promozione e lo studio di tecnologie alternative che rendano sempre più fruibile il solare termico e il fotovoltaico. La finalità è quella di aprire un nuovo filone di studio e di ricerca che possa avere delle importanti ricadute sul territorio. E alcune tesi di laurea, da parte di studenti della facoltà di Ingegneria di Trieste, sono già stata realizzate, in particolare nell'ambito dell'utilizzo dell'energia solare negli edifici civili sia per i sistemi di riscaldamento invernale sia per il condizionamento e raffreddamento estivo.
Obiettivo di breve periodo dell'associazione Solerius (Solar & Renewable energy laboratory for innovation & overall sustainability) è quello di coinvolgere in un'iniziativa volta al risparmio energetico tutti i comuni della provincia. «Si tratta di realizzare - spiega l'ex imprenditore ed esperto nel settore Vittorio Bearzi, uno dei fondatori dell'associazione - possibilmente in ogni comune un edificio semi-sperimentale di minimo impatto ambientale che sia accessibile all'applicazione di nuove tecniche e tecnologie e alle valutazioni di professionisti del settore, studenti e ricercatori. La proposta è di allestire una casa-solare friulana volta al benessere, al risparmio di energia e al contenimento dell'impatto ambientale». Una sorta di "eco-casa pilota" che costituisca una mostra permanente sul territorio in modo da costituire un modello per gli esperti, ma anche per tutti i cittadini che intendono avvicinarsi o siano interessati alle energie alternative. Il "pool" di esperti - che è nato alla fine di luglio e che conta già una ventina di promotori, tra professori universitari, giovani ricercatori, professionisti e imprenditori nell'area delle tecnologie e del termoclima - ha l'intenzione di coinvolgere anche altre categorie del territorio, a cominciare da architetti e costruttori.
«Uno dei problemi maggiori - spiega ancora Bearzi - è costituito anche dal "disordine architettonico" e dalle brutture che spesso si vedono nelle installazioni dei pannelli solari o dei sistemi fotovoltaici. Si tratta di progettare e di pensare sulla carta come e dove installare i sistemi di alimentazione energetica nelle case e nelle palazzine. Questo presuppone un maggiore coordinamento nella progettazione: la componente architettonica, quella strutturale e l'impiantistica devono per forza collaborare. Altrimenti il risultato è quello di costruire edifici incompleti o carenti». L'équipe di esperti lavorerà, perciò, su un doppio fronte: lo studio e la ricerca universitaria nelle tecnologie legate al solare e la ricaduta sul territorio con l'attenzione alla costruzione di edifici che consentano un corretto utilizzo delle fonti rinnovabili di energia.
«Abbiamo ritenuto - spiega il professor Mauro Reini, docente in Sistemi energetici, facoltà di Ingegneria dell'ateneo triestino nella sede di Pordenone - di raccogliere il testimone di alcune prime importanti esperienze in questo comparto che si sono sviluppate negli anni proprio in questo territorio. Una tradizione che parte da molto lontano: dalle idee di Lino Zanussi e Paolo Gaudenzi che con il Centro Ricerche Industriali svilupparano prime conoscenze nel solare negli anni '50, per arrivare poi a realizzazioni concrete nell'utilizzo dell'energia rinnovabile anche ai giorni nostri con esperienze di edifici e aziende ecologiche a Pasiano, Azzano Decimo, Fiume Veneto e Caneva. L'associazione e il gruppo di lavoro - continua il docente universitario - nascono proprio con l'intento di recuperare quelle importanti esperienze portandole avanti con lavori di ricerca e sviluppo nel campo delle tecnologie legate al solare. Ricercatori e studenti con professionisti e imprese del territorio possono sicuramente aprire nuove strade adempiendo così a uno degli scopi fondamentali del Consorzio, che è proprio quello della ricerca e delle ricadute sul territorio».
Davide Lisetto |