Home Igeoinfo.it    
Home contatti dove_siamo
 
Il nostro studio si occupa di progettazione, realizzazione, di edifici a basso consumo energetico,
di edifici ecologici in legno e di tutti servizi tecnici collegati alla moderna concezione di edilizia.
Chi SiamoServizi ai privatiServizi alle imprese ecologicheServizi alle imprese tradizionali
Fonte dell'articolo : http://www.ance.it
Immobili rustici: tempi stretti per l’accatastamento
Ance
14/09/2007   n.4155
 

Stimati in oltre un milione gli edifici ai quali sarà assegnata una rendita per pagare Irpef e Ici: atteso un miliardo di gettito entro il 2008

Rustici chiamati all'appello del Catasto

Scadenza del 30 novembre per dichiarare le costruzioni che hanno perso i requisiti di ruralità Un milione e 300mila. Tanti sono, secondo l'agenzia del Territorio, i rustici che devono essere dichiarati in Catasto entro il 30 novembre 2007 o che comunque non risultano nelle mappe. Il termine - riguardante le costruzioni che hanno perso i requisiti di ruralità - è stato ripetutamente rinviato negli anni (l'ultima volta dalla legge 3 agosto 2007, n. 127), tanto da essere diventato una sorta di sanatoria: chi non ha dichiarato prima è ancora in tempo, ma deve sbrigarsi per non sottostare a sgradite conseguenze.

La mancata dichiarazione o il mancato cambiamento di intestazione dei rustici che possono essere iscritti in Catasto prevedono infatti una sanzione che va da un minimo di 258 a un massimo di 2.066 euro. In piu' ci sono i tributi arretrati dovuti, le sanzioni relative e gli interessi. Infine vanno messi in conto i costi dell'accatastamento ''d'ufficio'' fatto direttamente dai Comuni o dall'agenzia del Territorio, secondo criteri che possono essere particolarmente gravosi per il contribuente (cui resta l'onere di impugnare in giudizio la rendita attribuita).

A questi rustici deve infatti essere assegnata anche una specifica rendita da fabbricato, con conseguente pagamento dell'Irpef (o dell'Ires) e dell'Ici, l'imposta comunale sugli immobili. Complessivamente, secondo le stime del Territorio, dovrebbe derivarne un gettito di oltre un miliardo di euro (335 milioni nel 2007 e 778 milioni nel 2008).

Gli edifici non utili per la conduzione di un fondo agricolo sono da accatastare tutti tranne che: i manufatti con superficie coperta inferiore a 8 mq; i manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo; le serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo naturale; le vasche per l'acquacoltura o di accumulo per l'irrigazione dei terreni; i manufatti isolati privi di copertura; tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 metri, purchè di volumetria inferiore a 150 mq. I primi due tipi di manufatti indicati, peraltro, vanno eventualmente iscritti in catasto come pertinenze dell'immobile principale.

Diverso è il discorso che riguarda i fabbricati sui terreni di chi svolge ancor oggi l'attività di agricoltore, ricavandone almeno metà del proprio reddito ed essendo iscritto al Registro delle imprese. Anch'essi devono essere accatastati, ma solo se costruiti (o ampliati) dopo l'11 marzo 1998. La rendita che viene attribuita, peraltro, non ha alcun effetto fiscale (lo avrà soltanto al momento in cui l'abitazione non dovesse piu' servire a chi esercita l'attività di agricoltore o dovesse essere venduta a chi fa un mestiere diverso).

In generale, diversi proprietari hanno in passato trasformato in casa della villeggiatura quella che era un tempo una vecchia stalla, o qualcosa di simile, e sanno bene di essere "fuori legge". Altri possono aver ereditato da un parente, insieme con alcuni terreni, fabbricati in disuso di cui, di fatto, non si occupano. Magari ignorano di doversi dare da fare, e in fretta.

La situazione sta rapidamente cambiando e i segnali dell'attivismo della pubblica amministrazione non mancano. Molti Comuni, per esempio, si stanno muovendo anche da soli, allo scopo di recuperare denaro non versato per l'Ici, e inviano ai contribuenti avvisi in cui si dettano termini ''autonomi'' per incaricare un professionista che provveda all'iscrizione in Catasto degli immobili. Con il passaggio degli uffici catastali ai Comuni stessi, poi, l'interesse e la capacità di confronto dei dati per scoprire gli evasori sono destinati a crescere.

Silvio Rezzonico - Giovanni Tucci

Il Sole 24 Ore - 10/09/2007




 
      © igeoinfo.it 2007