| Giovedì, 13 Settembre 2007 Al Comune l'Ordine degli ingegneri della provincia di Udine l'aveva già scritto in una lettera "di protesta", inviata il 28 maggio assieme ai colleghi architetti, periti e geometri: di dare il via libera ai ribassi eccessivi dei progettisti vincitori di una gara comunale, non se ne parlava proprio. Così ora, visto che Palazzo D'Aronco non ha fatto dietrofront sulla sua decisione, l'Ordine è passato dalle parole ai fatti.
E ha presentato un ricorso straordinario al presidente della Repubblica Napolitano contro il Comune di Udine. Motivo del contendere la determinazione dirigenziale 1998 del 7 maggio scorso per l'affidamento di 15 incarichi di progettazione (ma anche di direzione lavori e sicurezza) per opere messe in preventivo nel 2007 d'importo inferiore a 100mila euro. Con il ricorso, notificato all'amministrazione il 6 agosto, l'Ordine degli ingegneri, assistito dall'avvocato Francesco Ciliberti, ha chiesto di annullare la parte di questo documento in cui si impone ai professionisti che hanno vinto la gara con un ribasso superiore al 20% di «far vistare a proprio carico all'Ordine professionale di appartenenza» la loro parcella prima che l'amministrazione proceda all'aggiudicazione definitiva, «pena l'esclusione».Secondo il Comune la procedura, decisa dopo il decreto Bersani (che ha tolto il minimo tariffario), è legittima: Palazzo D'Aronco, infatti, ha stabilito di «non fissare un limite massimo di sconto» nell'offerta economica dei progettisti, passando così, di fatto, la palla agli Ordini. Ma ai sodalizi dei professionisti la scelta non è garbata affatto. Nella famosa missiva i presidenti Gianpaolo Guaran (Ordine degli ingegneri), Giorgio Cacciaguerra (architetti), Renato D'Agostin (periti) e Renzo Fioritti (geometri), avevano sottolineato che il Comune avrebbe dovuto avvertirli prima di pubblicare il bando, ma, soprattutto, che «gli Ordini non sono una controparte, come erroneamente ritiene l'amministrazione», ma enti parigrado che «non hanno la potestà di valutare, in sede di parcella preventiva, se una riduzione maggiore del 20 per cento sia in linea con la deontologia e il decoro della professione, essendo solo il responsabile unico del procedimento (funzionario del Comune ndr) a completa conoscenza delle problematiche dell'incarico». Inoltre, a detta dello stesso Cacciaguerra, gli Ordini non avevano alcuna intenzione di assumersi la responsabilità di cassare o meno questo o quel vincitore, esponendosi al rischio di a ricorsi da parte dei propri iscritti. A maggio i quattro sodalizi avevano proposto all'amministrazione di sospendere i termini del bando o di indicare, almeno le tariffe di riferimento nelle gare. Ma il Comune ha risposto picche su entrambi i fronti.
E così, passando anche per un appello rivolto dagli Ordini alla Regione perché metta rimedio al Far West dei ribassi folli, si è giunti al ricorso dell'Ordine degli ingegneri. A decidere chi ha ragione potrebbe essere ora il Tribunale amministrativo regionale, visto che la giunta, su suggerimento dell'avvocatura comunale guidata dall'avvocato Giangiacomo Martinuzzi, ha stabilito di fare opposizione perché il ricorso sia discusso in sede giurisdizionale, portando il caso all'esame del Tar Fvg. In questi giorni è partita la notifica.
Camilla De Mori |