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Fonte dell'articolo : www.gazzettino.it Gazzettino.it
Ambiente, l'ora dell'energia pulita


Nei distretti produttivi al via progetti di riciclo di materiali per ottonere eco-calorie

Energia e ambiente: un binomio sul quale le imprese e i poli produttivi stanno progettando piani di sviluppo volti anche al recupero e al riutilizzo di materiali che riducano costi e impatto ambientale. Non è lontana, per esempio, l'ipotesi di riuscire a riscaldare grandi capannoni attraverso il riutilizzo dell'aria calda che viene "sputata" dai potenti impianti di un'azienda metallurgica. Oppure potrebbe avvicinarsi la possibilità di "riciclare" gli scarti di lavorazione del legno per ottenere energia pulita e per evitare l'inquinamento prodotto dai mezzi pesanti che percorrono in lungo e in largo zone industriali e paesi proprio per portare avanti e indietro gli stessi scarti della lavorazione.
Le imprese locali - come è emerso da un recentissimo studio della Fondazione Nordest che riguardava in particolare Friuli Venezia Giulia e Veneto - pagano una bolletta della luce che è più cara del 52 per cento rispetto alla media nazionale. Un costo che, come più volte hanno sottolineato gli imprenditori, rende le aziende meno competitive rispetto a quelle dei Paesi vicini, a cominciare da Austria e Slovenia. Ma anche rispetto a molti degli altri Paesi dell'Unione europea. È anche per questo che nei Distretti produttivi della provincia quello dell'energia è diventato un tema di cruciale importanza. E ridurre i consumi e le dispersioni energetiche significa, di pari passo, tutelare l'ambiente e salvaguardare il territorio.

Se ne sono resi conto nel polo produttivo del metallo a Maniago: nel piano di sviluppo presentato a inizio agosto dall'Asdi (Agenzia per lo sviluppo del distretto) uno dei capisaldi per il prossimo triennio è proprio quello legato alla ricerca di forme di energia alternative e innovative. Sarebbero già state poste le basi per uno studio specifico sul possibile riutilizzo dell'aria calda che esce dai grandi impianti di fonderia e di metallurgia di alcune grandi aziende che sono insediate nel distretto. Al progetto - che se finanziato dalla Regione - potrebbero partecipare direttamente almeno due o tre società di grandi dimensioni (in primis la Zml Industries o la fonderia Pandolfo che dovrebbe insediarsi nei prossimi mesi) che coinvolgerebbero poi, a cascata, anche molte altre piccole aziende del comparto del coltello. Il progetto "energetico -ambientale" prevede il riutilizzo dell'aria calda che viene immessa nell'ambiente dopo alcune fasi della lavorazione metallurgica. Se si considera che l'aria liberata dai macchinari esce a una temperatura elevatissima di 600 o anche 700 gradi riuscire a recuperarla e a riutilizzarla con sistemi di teleriscaldamento sarebbe un'opportunità. Un sistema che consentirebbe di avere delle "ricadute" e di essere diffuso anche a favore anche di piccole aziende del distretto. L'aria calda ripescata - che viene prima "succhiata" e poi liberata nell'ambiente avrebbe bisogno solo di qualche sistema di filtraggio e ripulitura per essere impiegata - non verrebbe più sprecata. «Un sistema che consentirebbe - come spiega il presidente Asdi, Emilio Di Bernardo - di non consumare ulteriore energia per il riscaldamento. E quindi si otterrebbe in primo luogo un risparmio indiretto».

Nel distretto del Mobile si pensa, invece, al possibile riutilizzo dei trucioli di legno come combustibile. L'attuale normativa è piuttosto rigorosa e severa: non è possibile bruciare alcuno scarto a meno che non sia legno puro. Una circostanza un po' difficile per le imprese mobiliere visto che il più delle volte si lavorano materiali e pannelli che hanno già subito una fase di lavorazione, magari solo un trattamento o una verniciatura con prodotti ecologici. Ma la legge è ferrea: se non è pura segatura di legno non si può "riciclare". Ma che fine fanno, allora, gli scarti? Devono essere portati via e smaltiti in modo diverso dal riutilizzo in azienda. Ma, paradossalmente, i camion che li trasportano inquinano il territorio. E allora il Consorzio del mobile - a margine del progetto ambientale Emas - sta monitorando attraverso uno studio ad hoc la situazione. «L'obiettivo - spiega il presidente Omero Ronchese - è valutare scientificamente se inquinano di più i trucioli bruciati o i camion che li trasportano avanti e indietro. Quando ci saranno i parametri oggettivi il ministero dell'Ambiente è pronto a studiarli ed eventualmente a modificare la normativa». Ma nel distretto liventino i progetti "energetici" sono anche altri. «L'Asdi - annuncia il presidente Ermes Moras - nel piano triennale ha previsto un monitoraggio sui consumi e sugli sprechi energetici e sulle fonti rinnovabili e alternative che le imprese potrebbero utilizzare anche in pool».

Davide Lisetto

 
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