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Fonte dell'articolo : www.gazzettino.it Gazzettino.it
Acque alpine acide e laghi caldi così il clima cambia il Nordest
Mercoledì, 12 Settembre 2007

Clima non vuol sempre dire disastri o catastrofi. Cambiamenti climatici non significano necessariamente rischi o cataclismi. Riuscire a conoscere quello che succede nel pianeta, nel Paese a anche a Nordest - e poter dialogare in cerca di soluzioni e adattamenti alle modifiche che la natura opera - è il percorso più corretto. Ed è anche la sfida che si propone la Conferenza Nazionale sui Cambiamenti climatici che da oggi si tiene, per due giorni, a Roma.

Il Cnr ha pubblicato gli studi di 500 scienziati sull’ambiente. Molte le ricerche compiute in Veneto e Friuli Venezia Giulia
Così il clima cambia anche il Nordest
Sempre più attenzione per la zanzara tigre che infesta le città. Acque alpine un po’ più acide. Laghi più caldi

In preparazione di questo incontro i primi "allarmi" sono già stati lanciati. Come quello della "scomparsa" della corrente del Golfo di Trieste per effetto dell'aumento della temperatura in profondità del mare Adriatico.

Come l'annuncio che l'estate 2007 è catalogata tra le dieci estate più calde dal 1800 ad oggi. Settima per la precisione, con un'anomalia di un grado e mezzo in più rispetto alla media del periodo 1961-1990. Ma tanto è bastato perché scattassero tutti gli allarmi: dalla vendemmia anticipata ai ghiacciai che si sciolgono. E molto significativo è l'aumento delle ondate di calore, che è in rilevante crescita: il numero dei giorni "caldi" registrati nei mesi estivi, da giugno a settembre, è passato dal 10\% del decennio 1960-70 al 40\% del decennio 1990-2000.

Come stiano le cose qualcuno lo sta dicendo, da tempo. Come il Cnr che ha appena dato alle stampe un lavoro di 500 ricercatori su "Clima e cambiamenti climatici". Cosa succede al clima e all'ambiente del Nordest? Ecco alcuni degli studi più interessanti per tema.

ZANZARA TIGRE - È uno degli effetti più visibili dei cambi climatici degli ultimi 15 anni che hanno visto aumentare nel nostro territorio animali e vegetali provenienti da zone extraeuropee. Prime segnalazioni nel 1992, effetti molesti soprattutto per l'uomo la zanzara è vettore nella diffusione di malattie come la febbre di Dengue; raramente colpisce altri animali. Il Cnr spiega che nei prossimi 40-50 anni ci possiamo attendere un'ulteriore diffusione con incremento marcato a partire dal 2035. Maggiormente colpite le zone urbane densamente popolate.

RONDINI - Uno dei traccianti più importanti dei cambiamenti climatici è questo uccello migratorio. Il progetto Gilia ha mostrato come nel Nordest (Treviso e Verona soprattutto) le rondini nel 2007 siano arrivate con una o due settimane di anticipo rispetto all'anno precedente. Il Cnr segnala anche come altre specie di volatili raggiungano ora, con facilità e senza fermarsi in veneto o Friuli, aree del Nord Europa prima mai toccate. Per qualche specie l'attività migratoria è cessata perché il clima è cambiato.

ALICI E SARDINE - Il Mare Adriatico è uno dei sistemi più produttivi del Mediterraneo. Acciughe e sardine (l'80% della biomassa), come sanno gli studiosi sono soggette a scomparse eccezionali sia nei luoghi dove vengono pescate in quantità sia dove sono lasciate in pace. Lo stock di alici ha raggiunto il picco massimo nel 1979, per poi collassare nel 1986-90. Ripresa nel 1994 e calo nel 2004-5. Le sardine hanno cominciato a calare nel 1981, sono tornate normali nel 1986-95 e adesso la popolazione si è stabilità su un numero piuttosto basso. Il Cnr spiega che esiste un ciclo quinquennale di comparsa e scomparsa di questo pesce legato a fattori genetici e fattori climatici su macro e micro scala.

VINO AMARONE - Dal 1970 alcuni vini italiani (tra cui l'amarone) sono monitorati con modelli che mettono in relazione le situazioni climatiche e la loro qualità. Gli studi (il settore è ancora ai primi passi) spiegano che la migliore qualità della produzione negli ultimi anni sembra climaticamente imputabile ad una più elevata disponibilità termica. Ma - è l'allarme - se aumentasse la tendenza al caldo la qualità potrebbe diminuire.

LE ALLUVIONI - Alluvioni e frane sono abbastanza conosciute. I dati ufficiali cominciano a partire dal 1970. Anche se si è calcolato che negli ultimi 500 anni ci sono state 1200 alluvioni nell'intero territorio padano-veneto. Negli ultimi 200 anni poi ogni vallata è stata colpita in modo grave per tutta la sua interezza almeno una volta. E permettono di dire che la frequenza di questi eventi ha - nella media generale - pulsazioni di 25-40 anni. Ciò pare - dicono gli scienziati - una risposta evidente a fasi alterne di stasi e recrudescenza climatica (eventi meteopluviometrici estremi).

ACQUE ALPINE - I laghi alpini sono tra i sistemi più sensibili ai cambiamenti climatici ed esiste una relazione tra l'acidità delle acque e l'aumento della temperatura. Periodi senza neve al suolo e ridotte precipitazioni aumentano lo scioglimento di minerali nei laghi d'alta quota. Il confronto dei dati degli ultimi 130 anni ha permesso di stabilire che l'acidità è in continuo aumento. Alcuni laghi stanno riducendo l'acidificazione ma sono interessati ai depositi di inquinanti atmosferici come azoto, metalli pesanti e composti organici di sintesi.

LAGHI - Negli ultimi 20 anni i controlli indicano che le acque dei laghi si stanno riscaldando. Nei laghi del Nord Italia questo provoca un allungamento del tempo di ricambio delle acque con conseguente peggioramento della qualità che provoca danni alla conservazione del lago, utilizzo e gestione. I bacini di acqua dolce in Italia sono 500 (con una superficie superiore di 0,2 chilometri quadrati), la maggior parte concentrata al Nord. I laghi contengono circa 150 miliardi di metri cubi d'acqua di cui 130 solo nei grandi laghi subalpini.

GLI INCENDI - I fuochi che distruggono la foresta Mediterranea e che hanno avuto un'impennata questa estate danneggiano in modo pesante il clima. Gli incendi studiati nel 2006 in Italia, Francia, Austria, Bulgaria, Algeria Spagna e Croazia hanno prodotto mercurio rilasciato da 300 a oltre 900 chilogrammi all'anno. Il mercurio si trova nelle foglie e si deposita anche in aree distanti dal luogo dell'incendio, portato dal vento. L'aumento di queste emissioni, se non si interverrà sarà del 40 per cento più alto fra 50 anni.

AGRICOLTURA - Vino d'alta montagna, grano duro che per il caldo e la scarsità di pioggia matura una settimana prima e rende dal 5 al 30 per cento in meno. Vendemmia ad agosto, banane che crescono negli orti del Nordest. La visibilità dei cambi del colture è sotto gli occhi di tutti. Ma non significa che si produrranno immediatamente ananas al posto delle mele.

Adriano Favaro

adriano.favaro@gazzettino.it

 
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